Come Coltivare il Sambuco

Il sambuco è una pianta non molto apprezzata. Conosciuta come sambuco nero o comune, è considerata poco più di una pianta infestante e in effetti cresce allo stato spontaneo ovunque, in pianura come in montagna.

Risulta essere un albero molto diffuso che non viene quasi mai utilizzato in giardino, in cui si preferiscono delle piante ornamentali di più grande pregio. Eppure, il sambuco ha delle doti nascoste a mio avviso e non merita di essere “ghettizzato”.

Essendo una pianta rustica che non necessita di alcune cure può essere un ottimo modo per adornare il proprio giardino senza perdere tempo e fatica. Alligna ovunque, sui terreni incolti, sulle macerie, ai margini dei campi… non ha infatti nessun problema ad acclimatarsi ovunque e crescere in qualunque terreno anche quelli più poveri. Se dobbiamo però parlare di habitat predilige i terreni argillosi e umidi.

Il legno del sambuco ha un odore poco gradevole ed è molto fragile. Le piante vanno distanziate dai 3 ai 5 metri, considerando che l’altezza media delle piante sarà più o meno la stessa. Si riproduce abbastanza facilmente per mezzo di seme, ma si può propagare anche con la talea legnosa invernale o semilegnosa estiva.

Il sambuco, senza potature, assume spontaneamente la forma di grosso cespuglio, ma se tagliate i rami più bassi diventerà arborescente. A scopo ornamentale è bene preferire la varietà a foglie gialle o quella a foglie laciniate. Più che il sambuco comune è meglio il canadensis con foglie composte da 7 foglioline acuminate all’apice e seghettate ai margini.

Se il sambuco comune ha i frutti neri, il Sambucus racemosa ha i frutti rossi ed è quello che si pianta più facilmente in montagna. Un lato positivo di questa pianta è che è un’ottima pianta medicinal e si utilizzzano i frutti per marmellate.

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